Fino a questa telefonata con Lando, ho sempre detto ai miei allievi e pupilli che se un giorno qualcuno gli avesse chiesto dei soldi per pubblicare i loro lavori dovevano reagire così:
Colpire l’individuo alla base del naso con una testata dicendogli: Diego Cajelli mi ha detto di farlo.
E’ accettabile lavorare in cambio un oliva e un bottone, se decidi che ne vale la pena.
E’ accettabile lavorare gratis, se è una cosa in cui credi.
E’ da prendere in esame la strada dell’autoproduzione, se hai da parte qualche soldino da spendere.
Pagare per lavorare non riesco nemmeno a figurarmelo come azione ipotetica. Non mi ci vedo gonfio di orgoglio e soddisfazione con in mano un libro che mi sono pagato da solo. Anche se si trattasse di quei subdoli, infami, inchiappettanti giochini di contratto che ti obbligano a comprare una parte della tua stessa tiratura.
Ora però la penso in modo diverso.
- Tremila sono pochi, Lando… A uno come te, io ne avrei chiesti almeno il doppio.
Non l’ho più sentito.
Mi ha anche tolto l’amicizia da Faccialibro.